Un sito web non comincia dalla grafica. Comincia dalle domande.
Cosa deve raccontare? A chi deve parlare? Cosa deve far trovare subito? E soprattutto: perché una persona dovrebbe scegliere proprio quel luogo?
È da qui che siamo partiti per progettare il nuovo sito de La Piccionaia, ristorante sulle colline del Gabbro con una storia che affonda le radici negli anni Sessanta.
Prima del design abbiamo lavorato sui contenuti e sulla loro organizzazione, cercando di costruire un racconto capace di tenere insieme identità e funzione.
La storia del locale e delle persone che lo animano, la cucina e il rapporto con il territorio, i menu, le esperienze, gli eventi e le occasioni speciali.
Ma anche tutto quello che serve a trasformare una visita al sito in qualcosa di concreto: prenotare un tavolo, organizzare un evento privato, acquistare una gift card, consultare rapidamente i menu o capire cosa offre il ristorante prima ancora di arrivarci.
Abbiamo lavorato molto anche sui percorsi di navigazione e sull’esperienza da smartphone, perché per un’attività come questa il sito non può essere semplicemente una bella vetrina.
Deve lavorare.
E i numeri iniziano a raccontarcelo: oggi inpiccionaia.it registra una media di circa 3.500 visite al mese.
Un dato che per noi conta soprattutto perché significa che il sito viene trovato, consultato e utilizzato.
Anche la parte visuale segue lo stesso approccio: non costruire un’immagine artificiale del ristorante, ma lasciare spazio al luogo, ai piatti, alle persone e al paesaggio.
Design e tecnologia arrivano dopo, al servizio di tutto questo.
È probabilmente la parte del nostro lavoro che mi interessa di più: capire l’identità di un progetto, mettere ordine nelle cose che ha da raccontare e costruire intorno a queste uno strumento digitale che sia bello, certo, ma soprattutto utile.
Il nuovo sito de La Piccionaia è online.



