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cappiello Enoturistica - La Cava Winery

La Cava Winery

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La Cava non è la solita cantina: dietro c’è la storia di un fisico quantistico che, stufo di riunioni e bilanci, ha trasformato un sogno d’infanzia in un progetto concreto. La tenuta, documentata fin dal XIX secolo ma abbandonata negli anni ’60, è rinata quando Tosja Zywietz l’ha visitata nel 2014 e l’ha acquistata d’impulso. Dopo anni di pianificazione e 64 piloni di cemento, nel 2023 è sorta una cantina moderna che opera in biodinamica, è carbon neutral e alimentata da fotovoltaico, solare termico e raccolta d’acqua.

Le vigne si trovano sul Poggio di Nocola, a un chilometro da Riparbella, su un crinale di tufo con vista mare; la pendenza e i venti termici dagli Appennini e dal Tirreno regalano un microclima ideale. In vigna la regola è “meno viti, più qualità”: solo 5 000 ceppi per ettaro (contro i 10 000 usuali) per favorire radici profonde e uve concentrate. Sangiovese, Syrah, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Vernaccia e Trebbiano sono vendemmiati a mano e vinificati con cura; i rossi riposano 9‑12 mesi in barrique e poi fino a due anni in bottiglia, mentre il bianco Solevento, fermentato in acciaio, è il compagno ideale di un pranzo estivo. Oltre al vino, l’azienda produce un olio extravergine da oltre 600 olivi secolari coltivati biodinamicamente, raccolti a mano e spremuti a freddo nella stessa giornata.

La Cava è pensata per essere vissuta: organizza degustazioni per gruppi fino a 30 persone, con proposte che spaziano dalla formula “base” alla verticale di tre annate del suo Sangiovese, sempre abbinate a salumi, formaggi e olio di produzione propria. Per chi vuole celebrare un matrimonio o un evento, la cantina offre spazi all’aperto per 220 ospiti e cura ogni dettaglio – catering, drink, musica e fiori inclusi. E per fermarsi più a lungo c’è la guesthouse toscana di 150 anni, ristrutturata con gusto: 10‑14 posti letto, piscina a sfioro con vista mare, forni a legna, barbecue e tre appartamenti indipendenti affittabili anche separatamente. Perfino il logo riflette la fusione tra scienza e natura: disegnato con la sequenza di Fibonacci, sovrappone le forme di foglie di vite e di olivo creando un mandala che sintetizza armonia e territorio. Con questo mix di matematica, sostenibilità e ospitalità, La Cava dimostra che si può passare dai numeri quantistici ai tannini senza perdere l’entusiasmo, e che il futuro del vino toscano passa per sogni concreti e radici antiche.